Stai con me in ogni respiro di Jay McLean: Recensione

Buongiorno followers!!! ( e benvenuti ai nuovi). Come va? Io ho ricominciato le lezioni all’università da due giorni e già sono stremata, per fortuna a farmi compagnia nel tragitto casa uni, ho sempre un libro 😉
In questi giorni ne ho finiti parecchi, tra questi c’è: Stai con me in ogni respiro di Jay McLean, un altro New Adult targato Fabbri.
Questa volta, però, non mi è piaciuto molto.
Prima vi parlo della tram poi vi dico perché…
Chloe e Blake si incontrano, anzi, si scontrano, per caso, una notte. Lui sta fuggendo dalla solitudine e dai propri pensieri. Lei da un tipo che non sembra avere buone intenzioni. Blake la salva e da subito si sente attratto da questa ragazza particolare. I due passano una bella nottata/mattinata, ma poi la ragazza gli chiede di non cercarla più e di fare finta di non conoscerla. Lui non ci riesce, anche perché, avverranno nuovi incontri casuali che li faranno diventare più che amici…
La prima parte di questo libro, l’ho trovata carina. Blake è dolce (anche se soffre troppo della sindrome da principe azzurro che deve, in ogni caso, salvare la ragazza) e Chloe, interessante. Vorremmo sapere perché vuole tenerlo lontano e, per una volta, è piacevole che i ruoli siano scambiati: la ragazza è quella che ha il segreto ed è il maschio a sbavargli dietro. Carine le parti riguardanti il basket (anche se io sono un po’ di parte), la scelta tra esercito e università e anche la prima parte del viaggio on the road (anche se qui iniziano le cose irrealistiche). Poi,però, veniamo catapultati in un romanzo alla Sparks: la tragedia si abbatte sulle pagine e si susseguono eventi patinati, che si vede sono costruiti ad hoc per cercare di emozionare il lettore (con me non c’è riuscita), ma che se ci si pensa non sono per niente concreti e qualche volta cade in contraddizione (me ne sono accorta solo io?). E poi dove finiscono tutti quei personaggi secondari che all’inizio sono stati tanto importanti? in due righe alla fine… Ho apprezzato la storia dei giorni rossi e di quelli neri, e delle scritte sulle calamite da lasciare al minibar. [amazon_link asins=’B00TIQ39TQ’ template=’ProductAd’ store=’libripopcor-21′ marketplace=’IT’ link_id=’c9892479-c211-11e7-a2ed-7f9319d74737′]

Il libro è raccontato un capitolo per uno, in modo molto scorrevole, dai due, ma nonostante questo non riusciamo a percepire le emozioni dei personaggi, anche quando succedono eventi tragici, andava espresso più rabbia più dolore, perché quelli sarebbero stati sentimenti veri, non te ne puoi dimenticare dopo un attimo. Vogliamo parlare del finale? Sapete che io odio gli epiloghi e i capitoli 6-10-20 anni dopo, ma questo l’ho trovato proprio inutile, poteva chiudere prima.

Peccato, aveva potenzialità, ma le
scelte fatte nell’ultima parte, per me, non sono state quelle giuste.

Forse avrai davanti parecchi giorni neri e dovrai tenere duro, ma ce ne sarà sempre uno rosso che ti aspetta.

Lasciatemi le vostre opinioni, sia se lo avete letto, sia se vorreste farlo 😉
Qui, trovate un piccolo estratto.

 

7 pensieri su “Stai con me in ogni respiro di Jay McLean: Recensione”

  1. Sono proprio d'accordo. L'epilogo "nove anni dopo" poteva benissimo evitarlo. La narrazione dai due punti di vista mi ha confusa, a volte mi sono ritrovata a chiedermi "chi sta raccontando cosa?" o_O perdevo io filo del discorso xD l'autrice ha messo troppa carne al fuoco e l'ha fatto pure male :/ proprio non mi è piaciuto!

    1. Lo sai che è capitato anche a me di perdermi la scritta Chloe/Blake e dover tornare indietro a controllare. Magari è problema dell'edizione, se avessero messo la scritta centrale e un po più grande avrebbe risaltato maggiormente e non te lo saresti dimenticato dopo poche righe. A me quella morte non è andata giù…che senso aveva a fini della storia?

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