Atmosfera di Taylor Jenkins Reid – Recensione

Taylor Jenkins Reid è riuscita nuovamente a stupirmi con il suo nuovo libro: Atmosfera. Ero andata in brodo di giuggiole appena era stata annunciata l’uscita per la trama e l’ambientazione. La storia (inventata ma comunque con riferimenti storici reali) della prima donna astronauta (Joan) della Nasa, della sua responsabilità e del peso di essere la prima e della lotta contro il sessismo in un ambiente fino a quel momento aperto solo agli uomini e poi c’è la storia d’amore (queer questa volta).

E da quello mi ero fatta un’idea del libro che però l’autrice ha stravolto. Per prima cosa la protagonista, molto diversa dalle sue precedenti, questa volta abbiamo si, una donna forte ma anche molto sentimentale e tenera che fa di queste sue doti la sua vera potenza. Interessante!
Poi la storia, che nonostante tratti di tutte le tematiche dette prima, non è proprio una “storia sullo Spazio” ma ha tante sfumature, uno sviluppo inaspettato, e tanta carica emotiva senza però tralasciare i caposaldi dei suoi romanzi, colpi di scena a go go (a partire da un inizio esplosivo), una scrittura e personaggi magnetici a cui magari non ci si affezziona ma a cui è difficile smettere di pensare e una parte legata alla famiglia (ho odiato le scene in cui c’è la sorella, ma era quello il senso quindi ok).
Forse a rompere un po’ il ritmo ci sono stati dei discorsi un po’ troppo filosofeggianti della protagonista, che mi hanno un po’ annoiato ma per il resto è stata proprio una bella lettura.
La storia d’amore è e non è la parte centrale della storia, ben realizzata, dolce ma concreta.
La Nasa non ne esce troppo bene da questa storia, la scrittrice ne mostra sia i lati positivi, gli aspetti più scentifici e quelli più umani sia quelli sessisti e omofobi.

Vanessa (la coprotagonista) è stata uno dei mie personaggi preferiti, talentuosa, coraggiosa, divertente e dolce.
Gli altri hanno una loro caratterizzazione funzionale ma credibile e coinvolgente, tutti insieme creano un piacevole found family, che vi strapazzare il cuore più volte, vi avviso 🙈 ogni flashback (il libro ha due linee temporali) ci mette del suo in questo 🤣
E non solo questo lo farà, perché ci sono certi dialoghi, tra le astronaute, molto potenti ed estremamente significativi ma anche tristi e che fanno arrabbiare perché ancora così attuali.
In più di una parte del libro ci sono conversazioni tra le protagoniste in cui pensavo: lei ha assolutamente ragione la penso così anche io e poi BAM! veniva proposta un’altra visione che aveva altrettanto senso anche se proveniva da un personaggio che non era nelle mie corde, un’ immersione di empatia che ho apprezzato.
E vogliamo parlare del finale? Me lo aspettavo, ma è stata comunque molto brava a tenere alta la tensione narrativa e a non essere banale.

Un filmetto da questo libro non mi dispiacerebbe!
Grazie a OscarVault per avermi dato modo di leggerlo e recensirlo per voi.

vedo già l’ora che scriva il suo prossimo romanzo.
A voi piace o la ritenete sopravvalutata?
Che ne pensate del libro? Avete trovato la protagonista interessante?

Altri libri con le vibes di Atmosfera:

🌈💻La notte scorsa al Telegraph Club di Malinda Lo

👩‍🚀The Calculating Stars di Mary Robinette Kowal

💻🚀Il diritto di contare di Margot Lee Shetterly

Recensione: Le ventisette sveglie di Atena Ferraris

La Regina italiana del cozy crime, Alice Basso, è tornata con una nuova straordinaria protagonista e un nuovo libro: Le ventisette sveglie di Atena Ferraris e noi siamo tornate con una nuova recensione.

Dopo Vani la Ghostwriter e Anita la Dattilografa, siamo felici di presentarvi Atena, una Creatrice di enigmi e cruciverba.

Come sempre la saga sarà composta da 5 libri, e in questo primo volume, per colpa di un fratello che non trova l’ispirazione per il suo libro e che si iscrive a una scuola di magia, Atena dovrà indagare sulla scomparsa (o peggio) di una ragazza, avvenuta proprio durante le prove di un trucco di magia.

È difficile parlarvi di lei senza fare spoiler ma posso dirvi che è speciale, intelligente, interessante e che per come sono fatta mi ci sono subito affezionata ed è stato facile entrarci in empatia (forse non sarà così per tutti ma piano piano vi conquisterà). Per farvi capire somiglia più a Vani che ad Anita, ma posso assicurarvi che è un personaggio a sé stante, complesso, intrigante e non una mera copia della sua predecessora.

Per questa protagonista e per questo libro la scrittrice ha fatto un grande studio, cosa che è evidente nelle pagine. Tratta tutto con sensibilità e chiarezza, non posso dirvi altro perché ogni cosa è uno spoiler!
Posso però dirvi che a distanza di giorni, una volta concluso il libro, mi sono ritrovata a continuare a pensare ad Atena.
Anche gli amici che la aiuteranno con il caso sono affascinanti, soprattutto un certo ragazzo…

Lo stile di scrittura di Alice Basso è sempre scorrevolissimo e coinvolgente, ricco di tanta ironia e in grado di far emozionare.
Un’aggiunta carinissima a questo romanzo è stata quella, vista la passione della protagonista, di inserire dei piccoli enigmi/anagrammi/giochi di parole collegati a quanto avviene nel capitolo, che il lettore può provare a risolvere. È stato molto divertente spremersi le meningi per sciogliere gli enigmi oltre che per cercare di chiarire il colpevole.

Parlando della parte crime, come spesso accade nei libri di Alice Basso, ci troviamo davanti a un caso insolito, con svolte inaspettate e con un colpevole non banale.
E a proposito di questo, a un certo punto i nostri personaggi si troveranno in un commissariato di polizia di Torino e ci sarà un cameo dalla prima saga dalla scrittrice (ma non quello che pensate voi), molto carino anche se a quel punto ho trovato un pezzo di storia che non mi ha convinto del tutto. Da una parte siamo state felici che le cose siano andate in quel modo dall’altra però non è stato molto realistico e ha creato un po’ una sbavatura, ma tranquilli niente di grave, ci siamo sentite come Atena in quelle pagine e non sappiamo se forse l’intento di Alice Basso fosse proprio quello!

Divertente invece l’introduzione dell’Eufemismo, dovete leggerlo per capire il perché di questo soprannome, un ragazzino scontroso e impiccione con cui la protagonista si scontrerà in dei simpatici siparietti. Sono curiosa di sapere dove porterà questa sottotrama.

Il finale funziona bene, con delle scoperte inattese (quella della protagonista io l’avevo capita già dalla trama ma se non si è a conoscenza dell’argomento può risultare non banale), è molto autoconclusivo, perché il secondo libro avrà un’ambientazione del tutto diversa.
Mi raccomando leggete anche la postfazione, perché è molto interessante, informativa e potrà essere utile a togliervi alcuni dubbi se non sapete molto della tematica che vi dicevo prima.
Alice Basso ha sfornato ancora una volta un capolavoro e non vediamo già l’ora di leggere la sua prossima creazione.

Con così tante cose da dire sicuramente ci saremo dimenticate qualcosa quindi parliamone insieme nei commenti.
Vi è piaciuto? Avete letto le sue saghe precedenti? Quante sveglie avete attive nel cellulare?

Recensione: You Should See Me in a Crown

Abbiamo finito da poco di leggere You Should See Me in a Crown e questa è la nostra recensione. Vi diciamo subito che ci ha catapultato in un film teen degli anni 90′, ma un po’ più  inclusivo.

Liz vuole andarsene dalla piccola e bigotta cittadina dove vive, nella quale non è mai stata accettata perché è n3ra, povera e lesbica. La sua occasione arriva con l’iscrizione al college, potrà frequentare una prestigiosa università di musica e composizione, ma solo una cosa impedisce al suo sogno di avverarsi: i soldi della retta. Così decide di candidarsi come Regina del ballo scolastico per poter vincere una borsa di studio.

La lettura è stata piacevole anche se non tanto originale. Come dicevamo, nel bene e nel male ci ha ricordato i classici film ambientati nella high school dove la protagonista, in quei casi, bruttina/sfigata fa di tutto per diventare popolare ma poi si accorge che solo rimanendo sé stessa troverà il successo/felicità, qui accade più o meno la stessa cosa, solo la love story è un pochino diversa.
In realtà, è una scelta carina e che funziona, ma che a fine lettura non ci ha lasciato molto in quanto, oltre a personaggi più inclusivi, l’autrice non aggiunge molto di suo al trope.
Ci è piaciuta la scelta di una protagonista studiosa e appassionata di musica.
La parte romance è stata gradevole, drammi, momenti teneri e tematiche queer importanti come l’outing.
Un gruppetto di amici, più che altro funzionali alla storia, e una nemesi str*nz4 contribuiscono al completamento della classica storia di rivalsa.

Una cosa che invece non abbiamo apprezzato molto è  stata l’aver introdotto il personaggio del fratello affetto da una malattia solo per creare tensione nel momento clou, non ci è cascato nessuno troppo banale.

In generale la storia scorre bene e si legge abbastanza velocemente perché se piace il genere, è coinvolgente.

Insomma lo consiglio per un pubblico molto giovane che non ha familiarità con libri e film di questo tipo o se qualcuno di voi vuole ritrovare le vibes di quando 15enne guardava un teen movie piacevole ma non particolarmente originale, con i propri migliori amici.

❓️Lo avete letto? Che ne pensate? Film teen preferito?

🎁 Grazie a @oscarvault per questa nuova collaborazione.

Recensione: Riscriviamo il finale di Claire Williams

Copertina Romance Riscriviamo il finale Recensione del libro

Oggi vi pubblichiamo la recensione di un libro romance molto coinvolgente, divertente e con dei personaggi interessanti: Riscriviamo il finale di Claire Williams, la trovate su Instagram come @il_trono_di_libri!

Ecco qualche dettaglio della trama. Eve è una ragazza dolce e talentuosa ma insicura perché tutti le hanno sempre detto che non realizzerà mai il suo sogno di lavorare nel cinema. Grazie a una simpatica realizzazione del trope finto fidanzato incontra Wes, un golden boy bello, rispettoso, divertente e pronto a combattere fino in fondo per ciò in cui crede.
Da un finto fidanzamento nasce una vera amicizia e poi…💞

La lettura è stata da subito appassionante, infatti il prologo del romanzo parte da un evento futuro creando una certa tensione e mettendo una gran curiosità di sapere come si arriverà a quel momento.

La maggior parte dei romance che non ci sono piaciuti avevano due cose in comune: personaggi insignificanti e tanto spicy troppo dettagliato.
Eravamo sicure che non sarebbe stato questo il caso e infatti la scrittrice ha fatto un ottimo lavoro con la caratterizzazione dei personaggi. Li ha resi interessanti e sfaccettati ed è stato facile empatizzare con loro, il doppio pov in questo ha aiutato. Abbiamo apprezzato anche che i due protagonisti abbiano in comune la passione per il cinema. Lo slow burn è ben gestito e non abusato, i loro “ghosts” sono validi e non messi solo per il drama (altrimenti Wes sarebbe stato TROPPO perfetto e meno verosimile).
C’è una bella chimica che rende coinvolgente la storia ma c’è anche stima, attenzione e supporto tra i personaggi. Non è un “famoli 🧹” (cit. Boris) ma una relazione complessa e valida. Wes che aiuta Eve a credere in sé stessa per noi è il top.
Qualche scena più intima, ben dosata c’è, ma è molto soft.

Inoltre, a piacerci è stato il found family che si è creato con il gruppo di amici, tenero e spassoso e che probabilmente darà vita ad un sequel.
Piccola chicca che abbiamo AMATO. I nomi dei capitoli sono TITOLI DI FILM reali che ovviamente hanno a che fare con quanto succederà nel capitolo, molto originale.

Il filo del romanzo sull’inseguire i sogni è toccante, fa riflettere ed è anche un po’ motivazionale. Ben inserita anche la tematica sul chiedere un aiuto quando se ne ha bisogno.

È stata una lettura molto piacevole, scorrevole, con dialoghi ben scritti, con tante citazioni da sottolineare, appassionante, con scene dolci e battute divertenti nella prima parte, e con più tensione e momenti “oscuri” verso la fine.
La conclusione è quella classica da romance, ma funziona bene (e ce la siamo meritata☺️).
I personaggi hanno dato tanto alla storia.
Tutto molto emozionante, ve lo consigliamo!
💪”Keep your head up!”
Se vi abbiamo incuriosito trovate il libro in cartaceo e in ebook su Amazon (anche su Kindle Unlimited).

Recensione: Da qualche parte al di là del mare di TJ Klune

La recensione di: Da qualche parte al di là del mare di TJ Klune è finalmente arrivata.

La casa sul mare celeste aveva bisogno di un seguito? Non proprio. Noi ne avevamo bisogno? Vista la situazione politica attuale certamente. Prima di iniziare Da qualche parte al di là del mare abbiamo riletto il primo per immergerci completamente nelle vibes della storia e per rinfrescare tutti i piccoli dettagli che dopo tanti anni sfuggono ed è stata una bella esperienza poter unire le due storie, molto più intensa.

Questo secondo volume per molti aspetti è simile al primo, con molti parallelismi ma anche molto diverso perché nonostante non perda tutte le atmosfere cozy, dolci, divertenti e il tanto found family, è un libro più arrabbiato, più attuale e più politico, lo si capisce già da quella potente dedica iniziale.

In questo romanzo, ad un anno dall’ultima volta che abbiamo visto i nostri protagonisti, arriva nell’isola un nuovo ragazzo David, uno yeti dalle forti inclinazioni teatrali, che piano piano entrerà a far parte della famiglia. Ma ci sarà anche un vero villain una donna con molto potere che odia le persone magiche e vuole togliere loro tutti i diritti (ispirato proprio alla T3rf).

citazioni Da qualche parte al di la del mare TJ Klune

Ci saranno molte occasioni per riflettere su odio, discriminazione e paura, ma anche di come poterle combattere, creare una società più sicura per tutti e del concetto che ognuno dentro di sé è speciale anche se non perfetto, che sta tanto a cuore a Klune e a noi con lui

Ci è piaciuta molto l’evoluzione di alcuni personaggi, soprattutto lo sviluppo di Arthur, perché non sono messi lì solo per far intenerire il lettore ma perché hanno una loro voce sempre più forte.

Siamo state contente che il libro non sia stato una copia del primo o un sequel scialbo fatto solo per i soldi, ma che abbia così tanto da raccontare mantenendo comunque la coerenza narrativa con il precedente.

La storia è molto scorrevole e coinvolgente proprio un grandissima montagna russa di emozioni: risate, collera, piantini tristi, piantini felici, gioia.
Il finale è perfetto, tenero e ricco di speranza.
Anche questa volta Klune ha creato una storia bella e importante per moltissime persone e noi siamo felici di averla potuta leggere.

Recensione: My Salty Mary di Hand, Ashton e Meadows

Ecco la recensione di My Salty Mary dalle scrittrici di My Lady Jane, un nuovo appassionante e coinvolgente What if? che riprende la storia di due delle più famose piratesse della storia, Mary Read e Anne Bonny che sfidarono i pregiudizi della società e le leggi della pirateria per poter essere libere. E ovviamente fecero una brutta fine. Ma non in questa storia.

Quindi questo libro è un retelling della classica storia della Sirenetta (sapete che in origine finiva con lei che si trasformava in schiuma di mare?) in veste molto più  femminista, ma anche un’avventurosa storia di pirati, e la combo funziona benissimo.

La narrazione è molto ironica con la rottura della quarta parete per dei simpatici commenti delle scrittrici.
Nonostante il tono scherzoso dell’opera le autrici specificano all’inizio che con la loro storia non vogliono romanticizzare la pirateria, poiché caratterizzata da atti anche molto v1olent1 e di razz1sm0, ma scrivere una storia di fantasia dove la pirateria è vista come un’opportunità per eliminare divergenze di classe e genere.

La storia è coinvolgente e molto molto scorrevole, tra risate, azione e piani altamente pericolosi tiene alta l’attenzione del lettore ad ogni pagina, devo ammettere che i protagonisti non hanno questa grandissima caratterizzazione ma è comunque molto facile affezionarsi a loro ed è un vero piacere leggere le loro avventure.

Troviamo anche tante fantastiche e geniali citazioni e cameo da libri, serie tv e film inserite in modo assurdo ma che non stonano con le vibes della storia! Voglio leggere subito tutti gli altri libri di questa serie.

Se cercate una lettura leggera ma intrigante e originale questo romanzo fa proprio al caso vostro. [P.s. è solo in ingl 😭]

-Fede

Recensione: Queeranta di Chiaralascura

Oggi vi propongo la recensione di Queeranta meglio tardi che mai di @chiaralascura, un libro lo dovrebbero leggere tutti!
Perché? Perché è importante che iniziamo a cambiare, come società, come modo di pensare e questa storia non può lasciare indifferenti poiché è un tuffo di empatia nella vita di tante persone.

Una donna bi fa coming out con l’urna parlante della madre morta, ma non solo.
È anche il racconto di com’è essere un’adolescente in crescita, con un corpo non conforme agli standard di bellezza (scelti arbitrariamente da qualche uomo).

Un romanzo di valore in grado di far sentire accettate e finalmente capite tante persone.
Senza mai fare uno spiegone ma mostrando l’impatto che possono avere le parole, tratta tanti argomenti sensibili. L’accettazione di sé stessi e dei cambiamenti della vita (anche per gli adulti, non ne hanno il monopolio solo i teen), il lutto e la ricerca della propria forza per esprimere sé stessi.
Ma anche di rapporti con i genitori e gli errori che (non sempre volendo) ha fatto la vecchia generazione di madri nel crescere le figlie, e di come ha influito la mancanza di informazioni degli anni ’80-90 sull’esistenza di alternative per le persone che non si sentivano accettate.

Con poche parole e dialoghi taglienti l’autrice riesce ad essere molto chiara, vivida ed estremamente comunicativa.

I disegni sono particolarissimi, uno stile unico e non conforme agli standard, e che anche per questo mi ha conquistata. Apprezzabile la scelta della palette di colori, ho adorato la collezione di tazze strane, la selezione dei vestiti delle protagoniste (le salopette 😍) e il fatto di averle disegnate con i peli 🤩.

Nonostante le tematiche la graphic novel è irriverente e tanto divertente, un uragano di emozioni che farà commuovere, ridere e pensare.

Come sempre quando mi piace troppo un’opera non so esprimere al meglio quanto mi ha preso, ma spero di avervi invogliato a leggerla.

-Fede

Recensione: Carrie Soto is back di Taylor Jenkins Reed

Copertina Carry Soto is back di Taylor Jenkins Reed

Taylor Jenkins Reid is Back e con lei la recensione del suo nuovo romanzo: Carrie Soto is back.
L’autrice di: I sette mariti di Evelyn Hugo è tornata con un’avvincente e intrigante storia e con una nuova strepitosa protagonista, Carrie.
Ex tennista che a trentasette anni scende nuovamente in campo per difendere il suo record di Slam vinti perché sta per essere superato dalla giovane Nicki Chan.

Un libro che racconta la storia di una donna, di una campionessa e della voglia/bisogno di vincere.
Carrie non è una di quelle protagoniste che stanno subito simpatiche, a volte è una str*nz4 che tratta tutti male, è super competitiva, spietata e ambiziosa. Ma è anche fortissima, talentuosa e disposta a compiere sacrifici così, pagina dopo pagina, crescerà portando il lettore ad apprezzarla sempre di più.
Come succede sempre con i personaggi di questa autrice, Carrie ha una personalità molto complessa e grigia, e di conseguenza super interessante.

Citazioni Carrie Soto is back di Taylor Jenkins Reed

Anche il rapporto con lo sport viene mostrato in tutte le sue sfumature: la gioa di conquistare le partite, la bellezza di giocare al massimo, i sacrifici, le conseguenze della fama sulla vita privata, la competitività e anche la tossicità del dover sempre vincere.
La storia scorre bene, le descrizioni delle partite non risultano noiose anche se non si sa nulla di tennis.

C’è una piccola parte romance che si inserisce bene nella trama senza prendere il sopravvento.
Molto emozionante è il rapporto complesso e sfacettato che Carrie ha con il padre, Javier, che gli fa anche da allenatore. Un amore profondo che a volte viene messo alla prova proprio dal tennis che entrambi amano, ma che poi si rivela una delle cose più importanti per entrambi.
Carini anche i riferimenti ad alcuni personaggi dei suoi altri libri! Li avete notati?

L’autrice ci regala un paio di colpi scena ben piazzati e un finale che come nei precedenti ancora una volta riesce a sorprendere.

Già non vediamo l’ora di leggere il suo prossimo libro (che uscirà quest’anno, ambientato negli anni ’80 durante il programma Space Shuttle con una protagonista scienziata e astronauta 🥰)

Recensione: Il sogno semplice di un amore di Martina Tozzi

Con questa recensione voglio farvi conoscere il nuovo romanzo biografico di Martina Tozzi, Il sogno semplice di un amore, dedicato alla figura di Elizabeth Siddal, modella e musa del movimento pittorico dei Pre-Raffaelliti.

Il sogno semplice di un amore è ben descritto da questo verso di Elizabeth Siddal

“Se il sogno semplice di un amore fosse vero,
Allora, tesoro, dovremmo essere in paradiso;
E questa è solo la terra, mio diletto,
Dove l’amore vero non è dato.”

Lizzie è una sognatrice, determinata, entusiasta che vuole dedicare la propria vita all’arte. Allo stesso tempo è rassegnata al fatto che nessuna delle sue aspirazioni si realizzerà, perché è una donna e nell’Ottocento il mondo dell’arte è per gli uomini.

La sua audacia però la spinge verso l’eternità dell’arte, e se non può essere lei l’artefice dei dipinti ne diventerà ispiratrice, incentrando su di sé lo sguardo di quegli uomini, che senza di lei non avrebbero prodotto opere così intense. Stravolge i canoni di ciò che è adatto o meno a una donna e diventa prima, modella e musa dei Pre-Raffaelliti, poi un’artista lei stessa.

L’eternità della sua persona è innegabile, ma quello che Martina Tozzi fa nel romanzo è più profondo.
Nonostante Siddal abbia lasciato poche notizie dirette di sé, l’autrice ha cercato di descrivere la sua vita, non come quella di una persona malata, manipolata e trascurata dagli altri, ma vera, con tutte le gioie e gli orrori che la vita sulla terra riserva.

Tema importante del romanzo è senz’altro il rapporto con Dante Gabriel Rossetti. Tra i due c’è un amore ideale che va al di là dei legami sociali predefiniti. Penso che se fossero vissuti al di fuori della società londinese dell’Ottocento, avrebbero vissuto la forma più profonda di amore, quella semplice in cui non c’è bisogno di considerare come si appare agli occhi degli altri. Tuttavia non è così e Rossetti non ama Lizzie ma l’idea di Lizzie e proprio questo porta la protagonista ad interrogarsi più volte sul loro rapporto e a comprendere che il vero amore sulla terra non esiste se non nei pensieri.

Come sempre Martina Tozzi è riuscita a trasmettere con chiarezza, passione, delicatezza e bellezza la storia di un’altra donna forte e fuori dagli schemi. Eterna nell’aspetto sì, ma anche poco conosciuta nell’intimità della sua vita così drammatica. Il suo stile è travolgente e le parole che sceglie ti entrano nel cuore.

Ormai segno distintivo dei romanzi di Martina a cui sono molto affezionata, è la presenza dei versi poetici all’inizio dei capitoli che guidano la storia facendoci conoscere i personaggi attraverso le loro stesse parole. La cura nella ricerca biografia è innegabile e traspare pienamente in tutto il testo.

Che dire in conclusione se non leggete i romanzi di questa autrice, perché sono pieni di ispirazione e di spunti di riflessione che valgono anche per la nostra epoca.

Conoscete la storia della protagonista? Avete letto gli altri libri dell’autrice? Quale opera che la raffigura vi piace i più?

Ringrazio NUA EDIZIONI per la copia e tutte le ragazze del gruppo di lettura #autriciestoriedimenticate per aver letto insieme questa storia.

– Michela

Pensavamo fosse amore e invece era un libro da 2 stelle…

Ovviamente non serve neanche dirlo visto la bella community che abbiamo ma… Queste recensioni brevi sono il nostro parere e le sensazioni che ci hanno lasciato le letture. Se a voi qualche titolo è piaciuto non sentitevi insultati, possiamo parlarne tranquillamente! Finito il pippone iniziamo a parlare di libri.

Una conquista fuori menù di Felicia Kingsley. Mi piaceva molto l’idea dell’agente sotto copertura come cuoco che indaga sulla protagonista (ma non sapevo che fosse per questioni legate alla mafia). Questo espediente narrativo non mi è piaciuto e non ho apprezzato come alla fine la scrittrice abbia risolto tutto un po’ frettolosamente. Le scene spicy/culinarie sono state molto cringe per me 🤣 Però la ship in generale è stata carina e i momenti con la brigata di cucina simpatici. Anche aver dato visibilità alla malattia di Chron è stato positivo.


Delitto all’ora del tè di Catherine Coles. L’ho letto con alte aspettative perché il primo mi era piaciuto molto, simpatico e appassionante.
Questo è stato l’opposto veramente noioso, moralista, i personaggi che non brillano e la ship che non decolla.


Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli di Chiara Moscardelli. Il peggior libro dell’anno. 2 stelline sono troppe. Doveva essere un cozy crime ma il caso è banale e confuso allo stesso tempo mi chiedo ancora come sia possibile. In tutto il libro non ci sono quasi descrizioni. E il problema maggiore sembra di leggere un cinepanettone (mancava solo che facesse fare qualche puzzetta ai personaggi). Umorismo di bassissimo livello ed episodi di grassofobia per prendere in giro “l’antagonista” della protagonista. Ma veramente a qualcuno ha fatto ridere? 🤬 Altro episodio che mi ha fatto arrabbiare il consenso non rispettato, ma tanto il protagonista è un “figo”, che fa se il bacio lei non lo voleva?!
Inoltre per fare rainbow-washing mette unə personaggiə queer ma ne fa una pessima rappresentazione stereotipata.

😈 Ora capite perché c’è scritto “blogger spietate” nella bio?

-Fede e Michi