Pensieri su Post Office di Charles Bukowski

Salve lettori!!!Tutto bene?

Oggi parliamo del mio primo libro di Bukowski =)
In queste ultime settimane mi ritrovavo da per tutto questo scrittore, prima nelle pagine di La sedicesima luna, infatti Lena adora le sue poesie, poi su facebook: un sacco di citazioni bellissime e che in più rispecchiavano il miei sentimenti di quei giorni. Non ho saputo resistere e ho iniziato a leggere Post office.

“Non potevo fare a meno di pensare, Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me, oh sì sì sì”.

E’ cosi che Henry Chinaski (alter ego dello scrittore) inizia a lavorare alle poste americane come postino supplente. Il suo superiore, Jonstone, lo prende di mira e gli assegna sempre i percorsi più difficili. Per Chinaski, che ha un grande mal di vivere, poca voglia di lavorare e uno sconfinato amore per l’alcol, le cose si fanno davvero difficili. Sacca di cuoio sulle spalle, è costretto a girare in lungo e in largo la squallida periferia di Los Angeles…

La storia è raccontata in prima persona, con un linguaggio colorito e a volte un po volgare (che però non mi ha infastidito) con una prosa asciutta e un ritmo veloce, che rende la lettura veramente piacevole.
Molte delle disavventure del postino sono facilmente condivisibili, il capo stronzo il lavoro stressante,e come non riconoscersi nella figura dell’utente rompiscatole??! 
 U: Ha un pacco per me? 
 P: no
 U: sicuro mi doveva arrivare un libro?
 P: no mi dispiace
 U: come è possibile??hanno detto che lo hanno spedito una settimana fa
e altre molto più assurde che rendono il libro molto divertente.
Carino anche il finale, molto ironico 😉


L’avete letto?tra qualche settimana vorrei leggere qualcos’altro di suo, consigli?

3 thoughts to “Pensieri su Post Office di Charles Bukowski”

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