Il filo avvelenato di Laura Purcell: recensione

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Il filo avvelenato è il nuovo libro di Laura Purcell, pronti per la recensione?

Siamo nella Gran Bretagna della prima metà dell’Ottocento. Dove le storie di due donne si intrecceranno per creare un romanzo estremamente avvincente e dalle atmosfere un po’ gotiche, in cui sarà difficile distinguere la verità dalle bugie.

La prima protagonista è Dorothea: giovane, ricca e intelligente, molto devota e appassionata di frenologia. La seconda è Ruth: anche lei giovane e talentuosa (è in grado di cucire e ricamare splendidi abiti) ma molto povera e con un terribile destino ad attenderla.

Dovrà essere giustiziata per omicidio, ha confessato di aver ucciso usando solo ago e filo. Nella prigione dove Ruth è rinchiusa, le due ragazze si incontrano. Dorothea vuole farla redimere e anche mettere alla prova le sue teorie di frenologia. Ma più Ruth gli racconta la sua vita, e dei suoi “poteri” con l’ago più in lei sorgono nuovi dubbi, su tutta la veridicità della storia. Amarezze e tradimenti, morti sospette, crudeltà, violenza e abiti belli da morire saranno i coprotagonisti di questo coinvolgente libro.

Inizio col dirvi che Il filo avvelenato è stata una lettura scorrevolissima ed appassionante. Non ho potuto leggerlo per alcuni giorni e comunque la mia mente tornava alla storia, facendo teorie e cercando di capire se il racconto di Ruth fosse “reale” o solo un grosso bluff.

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Come spesso accade in libri del genere con due punti di vista che si alternano anche in questo inizialmente un POV era molto più interessante dell’altro, le vicende della povera sarta surclassavano  quella dell’altra donna rendendole un po’ banali, ma verso la fine le cose si fanno più avvincenti anche per lei e le due storie si cuciono bene insieme.

Tutto il romanzo risulta coinvolgente e sconvolgente.

Ruth è una protagonista con cui è facile empatizzare per tutte le cose brutte che gli succedono nella vita, ma che ogni tanto mette anche un po’ di inquietudine.

L’ambientazione, che mostra i vari contesti sociali: quello delle persone benestanti, i commercianti e i poveri, è interessante ed arricchisce il libro.

La scrittura è fluida e ricca di tensione, suspance e colpi di scena. La scrittrice riesce a far provare al lettore apprensione, irrequietezza e stupore, facendogli quasi dimenticare che è un opera di fiction.

Il finale non me lo aspettavo così, arriva veloce, crudo e spietato, ma comunque perfetto per la storia.

Lo avete letto? Vi ha conquistato? Che ne pensate di questo genere di libri?

4 thoughts to “Il filo avvelenato di Laura Purcell: recensione”

    1. Io lo consiglio se cerci una storia molto avvincente, ben scritta e un po’ cupa.
      Magari prova a leggere un anteprima sugli store online o a prenderlo in biblioteca, se non sei del tutto convinta 😉
      Buone letture!

  1. Questo è parecchio intrigante. Mi incuriosisce parecchio il personaggio di Dorothea, con tutta probabilità mi ha colpita per il nome che mi ha subito portato alla mente uno dei personaggi principali di Middelmarch.

    1. Dorothea è un nome proprio affascinante^^ Inizialmente ho trovato Ruth molto più interessante ma dopo anche la sua storia si arricchisce di segreti e intrighi e il finale è spettacolare^^

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