Recensione: Da qualche parte al di là del mare di TJ Klune

La recensione di: Da qualche parte al di là del mare di TJ Klune è finalmente arrivata.

La casa sul mare celeste aveva bisogno di un seguito? Non proprio. Noi ne avevamo bisogno? Vista la situazione politica attuale certamente. Prima di iniziare Da qualche parte al di là del mare abbiamo riletto il primo per immergerci completamente nelle vibes della storia e per rinfrescare tutti i piccoli dettagli che dopo tanti anni sfuggono ed è stata una bella esperienza poter unire le due storie, molto più intensa.

Questo secondo volume per molti aspetti è simile al primo, con molti parallelismi ma anche molto diverso perché nonostante non perda tutte le atmosfere cozy, dolci, divertenti e il tanto found family, è un libro più arrabbiato, più attuale e più politico, lo si capisce già da quella potente dedica iniziale.

In questo romanzo, ad un anno dall’ultima volta che abbiamo visto i nostri protagonisti, arriva nell’isola un nuovo ragazzo David, uno yeti dalle forti inclinazioni teatrali, che piano piano entrerà a far parte della famiglia. Ma ci sarà anche un vero villain una donna con molto potere che odia le persone magiche e vuole togliere loro tutti i diritti (ispirato proprio alla T3rf).

citazioni Da qualche parte al di la del mare TJ Klune

Ci saranno molte occasioni per riflettere su odio, discriminazione e paura, ma anche di come poterle combattere, creare una società più sicura per tutti e del concetto che ognuno dentro di sé è speciale anche se non perfetto, che sta tanto a cuore a Klune e a noi con lui

Ci è piaciuta molto l’evoluzione di alcuni personaggi, soprattutto lo sviluppo di Arthur, perché non sono messi lì solo per far intenerire il lettore ma perché hanno una loro voce sempre più forte.

Siamo state contente che il libro non sia stato una copia del primo o un sequel scialbo fatto solo per i soldi, ma che abbia così tanto da raccontare mantenendo comunque la coerenza narrativa con il precedente.

La storia è molto scorrevole e coinvolgente proprio un grandissima montagna russa di emozioni: risate, collera, piantini tristi, piantini felici, gioia.
Il finale è perfetto, tenero e ricco di speranza.
Anche questa volta Klune ha creato una storia bella e importante per moltissime persone e noi siamo felici di averla potuta leggere.

Recensione: My Salty Mary di Hand, Ashton e Meadows

Ecco la recensione di My Salty Mary dalle scrittrici di My Lady Jane, un nuovo appassionante e coinvolgente What if? che riprende la storia di due delle più famose piratesse della storia, Mary Read e Anne Bonny che sfidarono i pregiudizi della società e le leggi della pirateria per poter essere libere. E ovviamente fecero una brutta fine. Ma non in questa storia.

Quindi questo libro è un retelling della classica storia della Sirenetta (sapete che in origine finiva con lei che si trasformava in schiuma di mare?) in veste molto più  femminista, ma anche un’avventurosa storia di pirati, e la combo funziona benissimo.

La narrazione è molto ironica con la rottura della quarta parete per dei simpatici commenti delle scrittrici.
Nonostante il tono scherzoso dell’opera le autrici specificano all’inizio che con la loro storia non vogliono romanticizzare la pirateria, poiché caratterizzata da atti anche molto v1olent1 e di razz1sm0, ma scrivere una storia di fantasia dove la pirateria è vista come un’opportunità per eliminare divergenze di classe e genere.

La storia è coinvolgente e molto molto scorrevole, tra risate, azione e piani altamente pericolosi tiene alta l’attenzione del lettore ad ogni pagina, devo ammettere che i protagonisti non hanno questa grandissima caratterizzazione ma è comunque molto facile affezionarsi a loro ed è un vero piacere leggere le loro avventure.

Troviamo anche tante fantastiche e geniali citazioni e cameo da libri, serie tv e film inserite in modo assurdo ma che non stonano con le vibes della storia! Voglio leggere subito tutti gli altri libri di questa serie.

Se cercate una lettura leggera ma intrigante e originale questo romanzo fa proprio al caso vostro. [P.s. è solo in ingl 😭]

-Fede

Recensione: Queeranta di Chiaralascura

Oggi vi propongo la recensione di Queeranta meglio tardi che mai di @chiaralascura, un libro lo dovrebbero leggere tutti!
Perché? Perché è importante che iniziamo a cambiare, come società, come modo di pensare e questa storia non può lasciare indifferenti poiché è un tuffo di empatia nella vita di tante persone.

Una donna bi fa coming out con l’urna parlante della madre morta, ma non solo.
È anche il racconto di com’è essere un’adolescente in crescita, con un corpo non conforme agli standard di bellezza (scelti arbitrariamente da qualche uomo).

Un romanzo di valore in grado di far sentire accettate e finalmente capite tante persone.
Senza mai fare uno spiegone ma mostrando l’impatto che possono avere le parole, tratta tanti argomenti sensibili. L’accettazione di sé stessi e dei cambiamenti della vita (anche per gli adulti, non ne hanno il monopolio solo i teen), il lutto e la ricerca della propria forza per esprimere sé stessi.
Ma anche di rapporti con i genitori e gli errori che (non sempre volendo) ha fatto la vecchia generazione di madri nel crescere le figlie, e di come ha influito la mancanza di informazioni degli anni ’80-90 sull’esistenza di alternative per le persone che non si sentivano accettate.

Con poche parole e dialoghi taglienti l’autrice riesce ad essere molto chiara, vivida ed estremamente comunicativa.

I disegni sono particolarissimi, uno stile unico e non conforme agli standard, e che anche per questo mi ha conquistata. Apprezzabile la scelta della palette di colori, ho adorato la collezione di tazze strane, la selezione dei vestiti delle protagoniste (le salopette 😍) e il fatto di averle disegnate con i peli 🤩.

Nonostante le tematiche la graphic novel è irriverente e tanto divertente, un uragano di emozioni che farà commuovere, ridere e pensare.

Come sempre quando mi piace troppo un’opera non so esprimere al meglio quanto mi ha preso, ma spero di avervi invogliato a leggerla.

-Fede

Recensione: Carrie Soto is back di Taylor Jenkins Reed

Copertina Carry Soto is back di Taylor Jenkins Reed

Taylor Jenkins Reid is Back e con lei la recensione del suo nuovo romanzo: Carrie Soto is back.
L’autrice di: I sette mariti di Evelyn Hugo è tornata con un’avvincente e intrigante storia e con una nuova strepitosa protagonista, Carrie.
Ex tennista che a trentasette anni scende nuovamente in campo per difendere il suo record di Slam vinti perché sta per essere superato dalla giovane Nicki Chan.

Un libro che racconta la storia di una donna, di una campionessa e della voglia/bisogno di vincere.
Carrie non è una di quelle protagoniste che stanno subito simpatiche, a volte è una str*nz4 che tratta tutti male, è super competitiva, spietata e ambiziosa. Ma è anche fortissima, talentuosa e disposta a compiere sacrifici così, pagina dopo pagina, crescerà portando il lettore ad apprezzarla sempre di più.
Come succede sempre con i personaggi di questa autrice, Carrie ha una personalità molto complessa e grigia, e di conseguenza super interessante.

Citazioni Carrie Soto is back di Taylor Jenkins Reed

Anche il rapporto con lo sport viene mostrato in tutte le sue sfumature: la gioa di conquistare le partite, la bellezza di giocare al massimo, i sacrifici, le conseguenze della fama sulla vita privata, la competitività e anche la tossicità del dover sempre vincere.
La storia scorre bene, le descrizioni delle partite non risultano noiose anche se non si sa nulla di tennis.

C’è una piccola parte romance che si inserisce bene nella trama senza prendere il sopravvento.
Molto emozionante è il rapporto complesso e sfacettato che Carrie ha con il padre, Javier, che gli fa anche da allenatore. Un amore profondo che a volte viene messo alla prova proprio dal tennis che entrambi amano, ma che poi si rivela una delle cose più importanti per entrambi.
Carini anche i riferimenti ad alcuni personaggi dei suoi altri libri! Li avete notati?

L’autrice ci regala un paio di colpi scena ben piazzati e un finale che come nei precedenti ancora una volta riesce a sorprendere.

Già non vediamo l’ora di leggere il suo prossimo libro (che uscirà quest’anno, ambientato negli anni ’80 durante il programma Space Shuttle con una protagonista scienziata e astronauta 🥰)

Recensione: Il sogno semplice di un amore di Martina Tozzi

Con questa recensione voglio farvi conoscere il nuovo romanzo biografico di Martina Tozzi, Il sogno semplice di un amore, dedicato alla figura di Elizabeth Siddal, modella e musa del movimento pittorico dei Pre-Raffaelliti.

Il sogno semplice di un amore è ben descritto da questo verso di Elizabeth Siddal

“Se il sogno semplice di un amore fosse vero,
Allora, tesoro, dovremmo essere in paradiso;
E questa è solo la terra, mio diletto,
Dove l’amore vero non è dato.”

Lizzie è una sognatrice, determinata, entusiasta che vuole dedicare la propria vita all’arte. Allo stesso tempo è rassegnata al fatto che nessuna delle sue aspirazioni si realizzerà, perché è una donna e nell’Ottocento il mondo dell’arte è per gli uomini.

La sua audacia però la spinge verso l’eternità dell’arte, e se non può essere lei l’artefice dei dipinti ne diventerà ispiratrice, incentrando su di sé lo sguardo di quegli uomini, che senza di lei non avrebbero prodotto opere così intense. Stravolge i canoni di ciò che è adatto o meno a una donna e diventa prima, modella e musa dei Pre-Raffaelliti, poi un’artista lei stessa.

L’eternità della sua persona è innegabile, ma quello che Martina Tozzi fa nel romanzo è più profondo.
Nonostante Siddal abbia lasciato poche notizie dirette di sé, l’autrice ha cercato di descrivere la sua vita, non come quella di una persona malata, manipolata e trascurata dagli altri, ma vera, con tutte le gioie e gli orrori che la vita sulla terra riserva.

Tema importante del romanzo è senz’altro il rapporto con Dante Gabriel Rossetti. Tra i due c’è un amore ideale che va al di là dei legami sociali predefiniti. Penso che se fossero vissuti al di fuori della società londinese dell’Ottocento, avrebbero vissuto la forma più profonda di amore, quella semplice in cui non c’è bisogno di considerare come si appare agli occhi degli altri. Tuttavia non è così e Rossetti non ama Lizzie ma l’idea di Lizzie e proprio questo porta la protagonista ad interrogarsi più volte sul loro rapporto e a comprendere che il vero amore sulla terra non esiste se non nei pensieri.

Come sempre Martina Tozzi è riuscita a trasmettere con chiarezza, passione, delicatezza e bellezza la storia di un’altra donna forte e fuori dagli schemi. Eterna nell’aspetto sì, ma anche poco conosciuta nell’intimità della sua vita così drammatica. Il suo stile è travolgente e le parole che sceglie ti entrano nel cuore.

Ormai segno distintivo dei romanzi di Martina a cui sono molto affezionata, è la presenza dei versi poetici all’inizio dei capitoli che guidano la storia facendoci conoscere i personaggi attraverso le loro stesse parole. La cura nella ricerca biografia è innegabile e traspare pienamente in tutto il testo.

Che dire in conclusione se non leggete i romanzi di questa autrice, perché sono pieni di ispirazione e di spunti di riflessione che valgono anche per la nostra epoca.

Conoscete la storia della protagonista? Avete letto gli altri libri dell’autrice? Quale opera che la raffigura vi piace i più?

Ringrazio NUA EDIZIONI per la copia e tutte le ragazze del gruppo di lettura #autriciestoriedimenticate per aver letto insieme questa storia.

– Michela

Pensavamo fosse amore e invece era un libro da 2 stelle…

Ovviamente non serve neanche dirlo visto la bella community che abbiamo ma… Queste recensioni brevi sono il nostro parere e le sensazioni che ci hanno lasciato le letture. Se a voi qualche titolo è piaciuto non sentitevi insultati, possiamo parlarne tranquillamente! Finito il pippone iniziamo a parlare di libri.

Una conquista fuori menù di Felicia Kingsley. Mi piaceva molto l’idea dell’agente sotto copertura come cuoco che indaga sulla protagonista (ma non sapevo che fosse per questioni legate alla mafia). Questo espediente narrativo non mi è piaciuto e non ho apprezzato come alla fine la scrittrice abbia risolto tutto un po’ frettolosamente. Le scene spicy/culinarie sono state molto cringe per me 🤣 Però la ship in generale è stata carina e i momenti con la brigata di cucina simpatici. Anche aver dato visibilità alla malattia di Chron è stato positivo.


Delitto all’ora del tè di Catherine Coles. L’ho letto con alte aspettative perché il primo mi era piaciuto molto, simpatico e appassionante.
Questo è stato l’opposto veramente noioso, moralista, i personaggi che non brillano e la ship che non decolla.


Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli di Chiara Moscardelli. Il peggior libro dell’anno. 2 stelline sono troppe. Doveva essere un cozy crime ma il caso è banale e confuso allo stesso tempo mi chiedo ancora come sia possibile. In tutto il libro non ci sono quasi descrizioni. E il problema maggiore sembra di leggere un cinepanettone (mancava solo che facesse fare qualche puzzetta ai personaggi). Umorismo di bassissimo livello ed episodi di grassofobia per prendere in giro “l’antagonista” della protagonista. Ma veramente a qualcuno ha fatto ridere? 🤬 Altro episodio che mi ha fatto arrabbiare il consenso non rispettato, ma tanto il protagonista è un “figo”, che fa se il bacio lei non lo voleva?!
Inoltre per fare rainbow-washing mette unə personaggiə queer ma ne fa una pessima rappresentazione stereotipata.

😈 Ora capite perché c’è scritto “blogger spietate” nella bio?

-Fede e Michi

Recensione: Non è una storia di Zombie

Questa Non è una storia di Zombie, in realtà lo è ma non come la intendete voi…Sì, ci sono gli zombie,  sì, mangiano i cervelli, ma l’apocalisse è ormai finita e a nessuno interessano più queste creature. Finché una di loro Zack, ritrovatosi in uno zoo e “cresciuto” da un custode a serie tv e video social, prende consapevolezza di sé e inizia a fare battute argute.
Colin sopravvissuto all’apocalisse e con uno show da risollevare non può perdere l’occasione di far diventare Zack una stella dello show business con conseguenze divertentissime ma anche agghiaccianti…
Una dramedy che tiene incollati alle pagine con uno stile di scrittura scorrevole, dialoghi taglienti e profondi, riflessioni più che attuali sulla nostra società e sulle persone emarginate da essa, tantissime citazioni di cultura pop, sviluppi inaspettati e una bromance tanto strana ma molto coinvolgente.
Non è una storia di Zombie ha anche una parte romance, che colpisce perché non infiocchetta o idealizza l’amore ma ne dà una visione realistica, anche quando è  tra due zombie. Stessa cosa per i personaggi, tutti complessi, convincenti e morally grey, che devono venire a patti con chi sono e con le scelte che hanno fatto, ma che piano piano fanno breccia nel cuore di chi legge.
Tante risate, momenti toccanti e tanti pensieri su “la vita l’universo e tutto quanto”… e soprattutto una visione in prima fila e senza sconti sull’animo umano e sul nostro mondo sempre più fatto di finzione e influencer. Della serie: i veri mostri sono veramente gli zombie?


Durante la lettura troveremo anche qualche scena un po’ più movimentata e splatter, ma non è di certo il punto focale del romanzo.
Ho adorato questa storia, una trama originale e geniale, uno stile di scrittura fresco e in grado di intrattenere, personaggi valorizzati e realistici, satira e momenti emozionanti, ha tutto!


♥️ Amic3 che adorate Terry Pratchett, Warm Bodies e Izombie (e non solo voi) segnatevi questo titolo 😉

Lo avete già letto? Vi intriga? Che ne pensate di questo  genere di libri un po’ drama un po’ comedy?

Trovate Non è una storia di Zombie su Amazon (c’è anche gratis su kindleunlimited) altrimenti potete contattare la scrittrice su instagram (@imieicarimostri) per le box speciali.

Recensione: I Disobbedienti di Erika Casali

Grazie a una collaborazione con la scrittrice abbiamo potuto leggere: I Disobbedienti, un libro distopico per ragazzi con tematiche ambientali e femministe che è riuscito a stupirci e a farci riflettere. Questa è la nostra recensione.

Cosa accadrà al nostro pianeta se continueremo a sfruttarlo così?


I Disobbedienti ne hanno un’idea ben chiara, “se la Natura avesse deciso di allungare la mano e sbatterci via da questa terra nessuno di noi avrebbe potuto farci niente”. Però forse si può ancora agire per invertire le cose. È così che un gruppo di ragazzi che protestano contro il governo che non fa nulla per fermare i cambiamenti climatici, hanno l’opportunità di ricominciare da capo e provare a fondare una società più giusta che viva nel rispetto delle leggi della natura. Ci riusciranno? Dovrete leggere il romanzo per saperlo, ma anche per scoprire cosa accade invece a chi ha deciso di rimanere nelle metropoli.

Il distopico è uno dei nostri generi letterari preferiti e quando abbiamo scoperto I Disobbedienti su instagram e poi Erika Casali ci ha contattato per proporci questa lettura, non potevamo non accettare. La trama ci ispirava molto, un’ambientazione non troppo diversa da quella in cui viviamo, nella quale vengono affrontate tematiche ambientali e femministe, insomma aveva tutti i presupposti giusti per piacerci…e dobbiamo dire che ne siamo rimaste ancora più stupite, perché non solo abbiamo apprezzato la storia, ma soprattutto perché essendo rivolto ai ragazz3, affronta concetti importanti senza girarci troppo intorno, in maniera chiara e riflessiva!

Non si parla solo di clima, ma anche di fertilità e di come questa influenzi particolarmente la vita delle donne, di migrazioni e della disperazione che spinge le persone ad attraversare il mare per cercare salvezza inoltre, anche se brevemente, la potenza intimidatorio delle armi vengono trattate questioni di genere.
Un altro tema affrontato nel libro è quello dell’amore, non romantico, ma di amicizia e fratellanza così forte che può portare al sacrificio per il bene altrui. Insomma davvero potente!

Il romanzo segue principalmente i punti di vista di due ragazze.
Conosceremo Camelia, che fa parte dei Disobbedienti, e che si troverà a lottare non solo contro i cambiamenti climatici, ma anche con sé stessa, per capire cosa è davvero giusto e cosa può invece essere corrotto anche se parte dai presupposti migliori.
E poi c’è Alba, che vive in una strana Metropoli, per la precisione all’interno di un centro di Fertilità, creato perché le nascite sono a 0 e gli esseri umani temono l’estinzione, e che inizia a sentire che è tutto sbagliato e vuole uscirne.
Abbiamo apprezzato molto il cambio di POV perché ha dato modo al lettore di percepire come le scelte altrui possano influenzare quelle degli altri, e anche le nostre.

Il finale, seppur forse prevedibile da un pubblico adulto, è funzionale alla storia e lascia comunque sorpresi grazie all’ultimo capitolo!

Che dire poi di questa edizione di Edizioni Piuma? È perfetta, la copertina ci ha subito colpite per i colori, per le illustrazioni che ritroveremo anche all’interno (e che potete sbirciare nella seconda slide) e per la cura dei dettagli, infatti c’è un QR code interattivo che riporta a contenuti extra!

Insomma, consigliatissimo!

– Michi

ARF! 2024: Il Festival del Fumetto di Roma

A Roma, in questi giorni (dal 24 al 26) arriva il Festival del Fumetto: ARF!

Tre giorni in cui appassionati di fumetti e graphic novel, addetti ai lavori, artisti e bambini potranno immergersi in uno spazio (alla Pelanda del Mattatoio e alla Città dell’Altra Economia) completamente dedicato alla loro passione con mostre, stand, lectio magistralis e incontri con autori e case editrici.

In questa decima edizione saranno presenti protagonisti del Fumetto italiano (Silvio Camboni, Alessandro Baronciani, Rita Petruccioli, Solo & Diamond, Iris Biasio e Hurricane, Stefano Rapone, Gigaciao, Micol Beltramini, Agnese Innocente, Ambra Pazzani, La Tram, Jacopo Camagni, Emiliano Mammucari) e internazionale (Dave McKean, Baru, Lâm Hoàng Trúc) ma non solo, i partecipanti potranno incontrare ed ascoltare anche personalità dal mondo del cinema, della musica e dello spettacolo (Vinicio Marchioni, Luca Ravenna, Margherita Vicario, Aurora Leone e i quattro registi del film “Il segreto di Liberato”: Francesco Lettieri, Lorenzo Ceccotti, Giorgio Testi, e Giuseppe Squillaci).

Sarà inoltre presente uno spazio espositivo, immersivo e performativo, dove sarà possibile trovare i corner personalizzati di alcune delle migliori case editrici italiane di Fumetto e tante autrici e autori per sketch e dediche e non mancherà neanche l’area Self interamente dedicata al mondo delle autoproduzioni e della microeditoria indipendente.

Tra una chiacchierata ed un’incontro i visitatori potranno ammirare 9 mostre inedite pensate per il festival: Più di 100 proiettili di Eduardo Risso, Xtraordinarie! dedicata all’Arte di Silvio Camboni (autore del manifesto del festival di quest’anno), O partigiano, portami via di Baru, I dreamed a dream di Dave McKean (creatore delle copertine e il design di Sandman), Slice of Summer della mangaka Lâm Hoàng Trúc (che espone le tavole originali del suo manga Estate infinita presenterà alcune anteprime della sua prossima opera: La strada dei fiori), il percorso espositivo dedicato ai fumetti e alla serie animata di Avatar (la celebre serie USA di recente adattata in live action per Netflix), la potenza lisergica di Hurricane e del suo Euforico Hangover, il talento della fumettista e illustratrice Iris Biasio, l’esposizione/racconto dei due street artist SOLO & Diamond (autori della versione variant del manifesto di ARF! dipinta su una delle pareti del Mercato Testaccio).

Per chi invece è intenzionato a fare dei fumetti il proprio lavoro c’è Job ARF! appuntamento unico nel panorama italiano dei festival di Fumetto che permette a nuovi autori e autrici di creare delle vere opportunità professionali con altri artisti e case editrici e per poter incontrare decine di stelle del comicdom nazionale e internazionale (tra cui Ivàn Brandon, Otto Schmidt, SaraPichelli del Collettivo Moleste, Fabrizio De Tommaso e Rita Petruccioli) con le proprie postazioni per firmacopie e
commission.

Per i più giovani c’è l’AREA KIDS con i suoi laboratori creativi, incontri, letture e disegni sotto la guida dei migliori talenti dell’editoria italiana per l’infanzia (Alice Coppini, Gud, Angelo Mozzillo, Francesca Carabelli, Beatrice Galli, Caterina Rocchi) tutto nell’affascinante ambientazione fatta dalle scenografie e dai personaggi di Gotham Shadows, per festeggiare gli 85 anni di Batman, e da uno speciale percorso espositivo che ripercorre 85 celebri copertine.

Non vedo l’ora di partecipare e di tenervi aggiornati sull’evento. Ci sarete? Siete curiosi di incontrare qualche autore? Fatemi sapere nei commenti.

Trovate tutte le info su https://arfestival.it/

Recensione della serie tv: Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo

La serie tv basata sui libri di Percy Jackson è stata rinnovata per una nuova stagione, ed ecco la recensione della prima.

Recensione serie tv su Percy Jackson e gli dei dell'olimpo basata sui libri di Rick Riordan

Il mio parere da grande lettrice ed estimatrice dei romanzi di Rick Riordan è che non hanno fatto per nulla un buon lavoro, le aspettative erano alte vista la partecipazione dello scrittore nel progetto, ma il prodotto che ne è risultato è per degli aspetti significativi molto diverso dai romanzi. I cambiamenti puramente fisici (l’etnia diversa di Grover e Annabeth, il suo colore di capelli del fatto che di aspetto Percy è praticamente Will Solace) dei protagonisti non sono così rilevanti per la storia e la maggiore inclusione è apprezzabile quindi non mi dilungherò su questo.

Quello che è mancato alla serie, che ho trovato molto grave, è la caratterizzazione dei personaggi (hanno fatto un buon lavoro solo su Grover). Percy è completamente appiattito, è diventato il classico bravo bambino senza troppa personalità ma TANTO BUONO che piace alla Disney (allo stesso modo in cui erano già riusciti a rovinare il personaggio di Artemis Fowl).
Ovviamente è apprezzabile e più realistico che Percy prenda consapevolezza di se e del suo ruolo pian piano, e che la serie punti tutto sull’amicizia, ma gli autori non avrebbero dovuto dimenticarsi gli altri aspetti significativi del personaggio. Dov’è finita tutta l’ironia e la scaltrezza del protagonista? E perché Annabeth è diventata solo una ragazzina scontrosa e insignificante?

Un elemento chiave che ci si aspetta quando si parla di Percy Jackson è la mitologia, le interessanti, buffe, terribili e atroci storie sulle divinità greche e anche qui la serie si stacca dalle origini e da veramente poca rilevanza alla questione.

La tensione narrativa, che faceva divorare i libri, si è persa, ridotta ai tre ragazzi che ogni volta che accade qualcosa, sanno subito come risolverla e fanno partire lo spiegone. NOIOSO!

Percy Jackson, Annabeth, Grover e Ares nella serie tv di Percy Jackson tratta dai libri di Rick Riordan

Ovviamente ricreare lo stile di narrazione dei romanzi non era semplice, ma neanche tanto complesso, si poteva optare per Percy come narratore fuori campo (stile J.D. di Scrubs) così da poter mantenere i suoi commenti ironici e arguti.

Un altro fattore che andrebbe migliorato è relativo al lato tecnico, gli episodi sono troppo corti per poter approfondire personaggi e situazioni, i lunghi stacchi in nero tra le scene risultano fastidiosi, così come il troppo utilizzo del buio per non sprecare eccessivo budget per la CGI. Speriamo che ciò possa essere migliorato nella prossima stagione.

Le cose belle della serie? Grover! La storia di Medusa (più moderna ed empatica), alcuni approfondimenti su eventi che nei film non c’erano, gli attori sia adulti che teen danno una buona interpretazione e il focus sul rapporto tra Percy e la mamma.

L’ultimo episodio mi ha sorpreso con una simpatica scena post credit e con Percy che per 3 minuti è stato il personaggio dei libri.

Sinceramente bastava una scrittura migliore per creare una serie più valida e coinvolgente, ma probabilmente se non avete letto la saga letteraria vi piacerà. Ok, però ora andate a leggerli!

La guarderete? Vi è piaciuta? Tutti i pareri sono graditi. Parliamone insieme nei commenti.