Il Re delle Cicatrici: Recensione

Il re delle cicatrici - Leigh BardugoIl re delle cicatrici è il nuovo libro di Leigh Bardugo (su Nikolai) uscito da qualche giorno in italiano grazie a Mondadori.

Il libro fa parte di una dilogia, ma prima di leggerlo vi consiglio di finire gli altri libri della scrittrice, perché la storia si capisce comunque grazie a degli utili recap sparsi tra le pagine, ma se poi voleste tornare indietro e leggere gli altri vi sareste fatti dei grossi SPOILER.

Non vi dirò troppo della trama

per non svelarvi dettagli che ancora non conoscete. Nikolai è stato un Pirata ed ora è un Re. Gli eventi conclusivi dell’ultimo volume della trilogia di Tenebre ed Ossa lo hanno profondamente cambiato e gli hanno donato delle cicatrici impossibili da cancellare. La città su cui governa, con il Triunvirato Grisha, è ancora una volta sull’orlo della guerra e un nuovo (ma non tanto) mistero sta per sconvolgere le vite dei nostri protagonisti.

Ho portato avanti questa lettura con l’ansia che sarebbe successo qualcosa di orribile per poter giustificare le tremende recensioni di molti blogger oltreoceano e di quelli che lo avevano letto in inglese, ma non è stato così…

Ho trovato lo stile di scrittura di Leigh Bardugo molto migliorato rispetto a Shadow and Bone, più coinvolgente ed incisivo.

Nonostante una prima parte con poca azione,

dovuta al fatto che la scrittrice deve fare il punto della situazione e spiegarci la situazione politica di Ravka, le pagine sono risultate scorrevoli: i piani di Nikolai, il rapporto con Zoya, le battutine e i battibecchi tra i due e il nuovo mistero hanno reso piacevole la lettura.

Nikolai è presente il giusto,  rimane sempre affascinante e ironico, ma c’è anche una parte più cupa, gravata dalle responsabilità e dal regalino che gli ha fatto l’Oscuro, un cambiamento necessario per l’evolversi del personaggio che ha reso ancora più facile volergli bene.

I Grisha, compagni di azione di Alina, restano un po’ sullo sfondo e non vengono approfonditi un gran che ma la loro presenza sta bene nella storia e fa respirare quell’atmosfera da Found Family che è uno dei tropes preferiti di  noi lettrici.

Tra le vecchie conoscenze che tornano a trovarci in questo libro c’è Nina

(di Sei di Corvi) che dopo le (dis)avventure con Kaz e il resto della banda torna in scena per aiutare i Grisha che sono ancora perseguitati per il loro potere. La sua parte di storia è scollegata da quella principale  ma risulta altrettanto interessante e i riferimenti ai Corvi, scritti qua e la, fanno spuntare un grosso sorriso.

Verso la fine del libro  la narrazione diventa più veloce e succedono  tante cose sconvolgenti ma che non brillano per originalità (non è il superpotere della scrittrice).

Quella cosa che non posso dirvi perché è comunque un ENORME SPOILER, e il trucchetto alla Star Wars (e non sto parlando dello scambiarsi i vestiti con i soldati…) sono così classici che non stupiscono più e sanno un po’ di zuppa riscaldata.

Però nell’insieme la storia funziona: sono stata in pensiero per Nikolai, ho seguito con interesse Nina nella sua missione, ho visto con entusiasmo l’evolversi di Zoya e i suoi nuovi poteri e sono arrivata alla fine con la voglia di leggere il secondo libro (La legge dei lupi – che uscirà in italiano il 15/4).

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Sarà stato il sollievo per la mancanza di Alina e Mal  ma questa storia mi è piaciuta molto.

Un po’ meno di SOC ma più di molti momenti di S&B.

Concordate? Che ne pensate delle scelte fatte dalla scrittrice? Vi aspettavate qualcosa di diverso?

Parliamone nei commenti!

Il filo avvelenato di Laura Purcell: recensione

cover libro il filo avvelenato
Il filo avvelenato è il nuovo libro di Laura Purcell, pronti per la recensione?

Siamo nella Gran Bretagna della prima metà dell’Ottocento. Dove le storie di due donne si intrecceranno per creare un romanzo estremamente avvincente e dalle atmosfere un po’ gotiche, in cui sarà difficile distinguere la verità dalle bugie.

La prima protagonista è Dorothea: giovane, ricca e intelligente, molto devota e appassionata di frenologia. La seconda è Ruth: anche lei giovane e talentuosa (è in grado di cucire e ricamare splendidi abiti) ma molto povera e con un terribile destino ad attenderla.

Dovrà essere giustiziata per omicidio, ha confessato di aver ucciso usando solo ago e filo. Nella prigione dove Ruth è rinchiusa, le due ragazze si incontrano. Dorothea vuole farla redimere e anche mettere alla prova le sue teorie di frenologia. Ma più Ruth gli racconta la sua vita, e dei suoi “poteri” con l’ago più in lei sorgono nuovi dubbi, su tutta la veridicità della storia. Amarezze e tradimenti, morti sospette, crudeltà, violenza e abiti belli da morire saranno i coprotagonisti di questo coinvolgente libro.

Inizio col dirvi che Il filo avvelenato è stata una lettura scorrevolissima ed appassionante. Non ho potuto leggerlo per alcuni giorni e comunque la mia mente tornava alla storia, facendo teorie e cercando di capire se il racconto di Ruth fosse “reale” o solo un grosso bluff.

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Come spesso accade in libri del genere con due punti di vista che si alternano anche in questo inizialmente un POV era molto più interessante dell’altro, le vicende della povera sarta surclassavano  quella dell’altra donna rendendole un po’ banali, ma verso la fine le cose si fanno più avvincenti anche per lei e le due storie si cuciono bene insieme.

Tutto il romanzo risulta coinvolgente e sconvolgente.

Ruth è una protagonista con cui è facile empatizzare per tutte le cose brutte che gli succedono nella vita, ma che ogni tanto mette anche un po’ di inquietudine.

L’ambientazione, che mostra i vari contesti sociali: quello delle persone benestanti, i commercianti e i poveri, è interessante ed arricchisce il libro.

La scrittura è fluida e ricca di tensione, suspance e colpi di scena. La scrittrice riesce a far provare al lettore apprensione, irrequietezza e stupore, facendogli quasi dimenticare che è un opera di fiction.

Il finale non me lo aspettavo così, arriva veloce, crudo e spietato, ma comunque perfetto per la storia.

Lo avete letto? Vi ha conquistato? Che ne pensate di questo genere di libri?

Spin the Dawn: recensione

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Spin the Dawn è il primo libro di una duologia fantasy scritta da Elizabeth Lim. Questa è la mia recensione.

Questo libro è un po’ un retelling di Mulan, un po’ Aladdin, un mix tra  Hunger Games e Project Runway, con un tocco di magia delle fiabe e dell’oscurità di demoni e fantasmi.

Ma entriamo un po’ più nei dettagli della trama…

Maia Tamarin, lavora come sarta nel negozio del padre, il suo sogno è diventare la migliore del regno, ma essendo donna dovrà rassegnarsi a sposare un buon partito. Le cose cambiano quando l’Imperatore convoca il padre della ragazza a palazzo per  dargli l’opportunità di diventare sarto imperiale. Lui non può andare perché malato ma non si dice di no all’Imperatore e quindi Maia finge di essere un ragazzo e  si reca al Palazzo d’Estate al suo posto. Sa che perderebbe la vita se venisse scoperta, ma correrà il rischio per salvare la famiglia dalla rovina. C’è però un problema: Maia è solo una dei dodici che aspirano all’incarico e le sfide che la attendono sono veramente impossibili cucire tre abiti: uno intessuto con la risata del sole, uno ricamato con le lacrime della luna e uno dipinto con il sangue delle stelle.

Ed ora posso dirvi cosa ne penso.

Il romanzo mi è piaciuto, è scorrevole  e avvincente, il fatto che lei sia una sarta e che questo ha un gran peso nella storia, lo rende originale. Le varie quest che la ragazza dovrà affrontare si collegano bene le une alle altre, alcune sono più avventurose altre hanno il gusto di una fiaba e risultano più semplici, ma questa combinazione di tanti elementi diversi funziona bene.

Ho apprezzato protagonisti, Maia e  Edan, il  misterioso stregone di corte, sono ben caratterizzati ed è facile entrarci in sintonia. Tra i personaggi secondari c’è Lady Sarnai, la futura moglie dell’imperatore, l’ho trovata veramente odiosa ma nonostante questo sono riuscita ad apprezzarne le motivazioni che la spingono ad agire , il suo ruolo nel secondo libro è molto più importante.

Il sistema magico non è complesso, ma è adatto alla storia.
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Dopo un po’ sentire queste tre frasi:  … la risata del sole, … le lacrime della luna, … il sangue delle stelle ripetute all’infinito, diventa un po’ snervante ma capisco che era difficile trovare un altro modo per esprimere quel concetto.

La parte romance è molto carina, nonostante inizialmente si sviluppi molto in fretta (con un classico enemies to lovers) poi diventa più dolce e, durante un lungo viaggio,  abbiamo modo di affezionarci e shippare i due, che acquisiscono una buona chimica.

Una scelta nel finale risulta un po’ banale ma comunque  mette voglia di leggere il seguito, che, giubilo,  è già stato pubblicato (nonostante l’ottima trama ho trovato leggermente meno bello, forse ).

Lo avete letto? Vi è piaciuto? Che ne pensate del seguito?

L’uomo Immaginario di Al Ewing: Recensione

 

L’uomo Immaginario di Al Ewing (sceneggiatore dei fumetti di Loki) è una delle prime uscite del nuovo progetto editoriale 451 dedicato alla fantascienza di EDIZIONI BD, eccovi la recensione.

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In questo libro i personaggi dei film, dei romanzi e delle serie tv esistono veramente:

hanno un corpo e una personalità in sintonia con quella dei loro corrispettivi letterari/cinematografici, li puoi incontrare per le strade di Los Angeles, o in un bar, li chiamano: Immaginari.

State già impazzendo di gioia alla possibilità di parlare con il vostro personaggio preferito, vero?

Ma aspettate un secondo… Che cosa  succederebbe se Dexter (o Voldemort) diventassero reali e potessero andarsene in giro liberamente? Niente di buono!

L’uccisione di Sherlock Holmes da il via ad uno dei misteri (ma non il solo) del libro e a importanti e affascinanti riflessioni. La domanda che tutti si fanno è: Il colpevole sarà stato un uomo Immaginario o una Persona Reale?

L’autore tratterà svariate tematiche: il razzismo, il dualismo tra realtà e immaginazione per arrivare al concetto stesso di cosa definisce un essere umano. Sarà l’amore? La possibilità di morire? Il possedere un’ anima?

Cercheremo di capirlo insieme al nostro protagonista, uno scrittore egocentrico, incapace di stabilire relazioni durature con gli altri a cui sta capitando l’occasione di una vita: scrivere una sceneggiatura  e veder trasformato in un Immaginario uno dei suoi personaggi.

Il romanzo risulta molto interessante, con un’ottima ambientazione e caratterizzazione dei personaggi,  dal ritmo scorrevole, ricco di metanarrazzione e un po’ folle, divertente e ironico (ci sono delle scene in cui il protagonista pensa a se stesso come ad un personaggio di una storia, che sono molto spassose).

Molte le citazioni ad altre opere di fantasia (film/libri/fumetti) alcune più mainstream altre meno conosciute (ma in questi casi ci sono delle note e la cosa non influisce sulla lettura).

 

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Il finale è inaspettato, appagante e perfetto per la storia.

Se amate la fantascienza e le Grandi Domande Fondamentali sulla Vita, L’universo e Tutto Quanto, L’uomo Immaginario fa per voi.

Che ne pensate? Lo avete letto? Quali sono i vostri libri preferiti sci-fi?

The Inheritance Games: Recensione

cover libro The Inheritance Games
The Inheritance Games
è il  primo libro della saga New Adult scritta da Jennifer Lynn Barnes, pronti per la recensione?

Il romanzo è un mix di Ready Player One (molto meno nerd) e Pretty Little Liars: uno strano signore lascia in eredita ad una ragazza, Avery,  la sua immensa fortuna, per poterne beneficare però ci sono delle regole: dovrà vivere nella tenuta del miliardario insieme alla Famiglia di Lui (che non ha ricevuto quasi niente in seguito alla morte e che di conseguenza odia profondamente la protagonista) tra cui ci sono i suoi  quattro affascinanti e intelligentissimi nipoti. La casa è piena di  puzzle, indovinelli, rompicapo da risolvere e segreti da scoprire, tra cui quello di una ragazza morta e durante “il gioco” la vita stessa di Avery verrà messa in pericolo.

Prima di darvi ulteriori dettagli devo avvisarvi che il romanzo è molttrash

non a caso l’ho paragonato a Pretty Little Liars, quindi non aspettatevi questo grande capolavoro (non gli posso dare più di tre stelline) ma prendetelo per quello che è un libro molto leggero per staccare il cervello e passare qualche piacevole ora in compagnia di una storia  misteriosa.

Il grandissimo punto debole di: The Inheritance Games

sono i personaggi, che sono scarsamente caratterizzati  e ricalcano un po’ i soliti stereotipi presenti in questo genere di libri per adolescenti. Anche la love story non brilla per originalità.

Il lato positivo

invece è la grande scorrevolezza e che i misteri  riescono ad essere coinvolgenti.

La conclusione del libro risulta ingegnosa e abbastanza appagante, anche se lascia il lettore con un grosso cliffhanger che introduce una nuova enigmatica storia.

 

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Nonostante, il trash e i personaggi, la storia funziona e credo che leggerò il seguito.

P.S. Amazon Studios, ha acquisito i diritti, per farne una serie tv.

Ogni tanto anche a voi va di leggere qualcosa di così leggero? Che ne pensate di The Inheritance Games?

Loveless di Alice Oseman: recensione

cover libro Loveless di Alice Oseman Torniamo a parlare di Alice Oseman con la recensione di: Loveless, secondo libro  pubblicato in italiano di questa scrittrice, perfetto da leggere durante il PRIDE MONTH per le sue  tematiche LGBTIA+.

Georgia ama le storie d’amore. Tutte. Da sempre. E crede nella magia dell’amore raccontata nei film, nei libri e nelle fanfiction romantiche da cui è ossessionata. Eppure, a diciotto anni, non ha mai baciato nessuno e non ha mai avuto nemmeno una cotta di quelle folli. Ma, come le dicono i suoi migliori amici Pip e Jason, prima o poi anche lei troverà la persona giusta. Così si dice, no?

E invece può essere anche di no, perchè Georgia scopre di essere asessuale,

cioè di non provare attrazione fisica ne per i ragazzi, ne per le ragazze, ne (in generale) per nessuno.

Per arrivare a questa consapevolezza la protagonista ci mette un po’ (è tutto molto realistico) e vive tantissime emozioni contrastanti, anche con un gruppo di amici inclusivo spiegare (e far capire) cosa prova è molto difficile e questo crea un bel po’ di problemi e drammi, dopo tutto è sempre un young adult.

Alice Oseman ci parla di questa protagonista e del suo orientamento sessuale con grande chiarezza e autenticità, senzaamy ☂︎ (Germany)'s review of Loveless imporre la sua visione ma facendo capire che quello di Georgia è un modo di essere asessuale, ma che non è l’unico,  spingendo il lettore ad approfondire l’argomento (a fine libro ci sono dei link molto interessanti, sia in italiano che in inglese) e soprattutto ad aiutarlo ad accettarsi.

L’ho già scritto in altre recensioni  dei suoi romanzi ma anche qui è facile entrare in empatia con Georgia, alcune delle difficoltà che affronta sono quelle che possono capitare a ogni adolescente (e già questo fa capire molto) il pensare di avere una cotta per qualcuno che poi si rivela non essere vera, sentirsi in ritardo su alcuni traguardi sentimentali, dare un bacio per fare una prova, scegliere tra amore e amicizia.

Ed è proprio quello dell’amicizia un altro tema molto importante

che viene messo in evidenza nel libro, e la conclusione a cui arriva la protagonista mi è piaciuto molto perché anche l’amicizia, quella vera, vale quanto l’amore.

Ho apprezzato anche l’inserimento di un personaggio, che fa parte della comunità LGBTIA+, che però non ha un ruolo positivo, l’ho trovata una scelta concreta e in grado di mettere ancora più in risalto cosa significa inclusività.

Lo stile di scrittura è fresco e a tratti divertente (anche se mi sono mancati tantissimo i suoi disegni) e rende il romanzo molto scorrevole.

Ve lo consiglio molto, adoro il modo di pensare/scrivere/disegnare di Alice Oseman, ti porta ad essere una persona migliore, non vedo l’ora di leggere il suo prossimo libro.

 

 

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A voi è piaciuto come ha affrontato questo argomento? Quale suo libro vi è piaciuto di più?

L’orchestra rubata di Hitler: Recensione

cover libro AL'orchestra rubata di Hitler
Oggi vi scrivo la recensione di: L’orchestra rubata di Hitler di Silvia Montemurro. Un libro che unisce un evento storico realmente accaduto ad una storia romanzata.

Siamo a Berlino, negli anni Trenta. Elsa è la moglie perfetta di un ufficiale delle SS.

La sua vita procede tranquilla e, ignara di quello che sta veramente succedendo, fino a quando suo marito Heinrich, riceve un importante incarico segreto: prendere tutti gli strumenti musicali trovati nelle case degli ebrei e portarli a Hitler. Una sera la ragazza segue il marito “a lavoro” e lo vede  trafugare un violino, molto raro e prezioso: un Guarneri del Gesù, e qui inizia un’altra storia, quella di una ragazza ebrea e del suo strumento musicale, che si andrà ad alternare all’altra. Infatti, Elsa decide di trovarla e restituirle il violino.
Il libro è stato una lettura molto interessante,  perché riporta alla luce uno dei crimini meno noti perpetuati dai nazisti, ma anche per le due protagoniste, ottimamente caratterizzate, ragazze dall’infanzia simile le cui vite poi diventano estremamente diverse solo perché una è ebrea e l’altra tedesca.

Il romanzo mette in risalto la bellezza della musica, la sua capacità di comunicare e far emozionare tutti e la forza che può trasmettere.

L’orchestra rubata di Hitler è ben scritto, fluido, coinvolgente ed emozionante (sia in positivo perché fa vedere degli atti di amore e gentilezza, ma anche in negativo perché  non risparmia i lettori dagli orrori dei quei momenti).
Le pagine scorrono veloci, e mostrano implicitamente anche gli eventi dai punti di vista di altri personaggi: quello di una donna che diventa supervisore in un campo di concentramento (senza inizialmente sapere la portata di quello che dovrà fare), quello di un ragazzo della resistenza, quello di un bambino ebreo felice per una barretta di cioccolato e anche di quello della persona ossessionata da una musicista e della sua musica, che poi diventerà Hitler.

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Verso la fine della storia la scrittrice ci regala un finale per una delle due ragazze, forte, inaspettato e per nulla scontato.
In futuro leggerò sicuramente altro di suo.
Se vi piacciono le storie originali, con personaggi ben caratterizzati, con un background storico e ambientate in questo periodo ve lo consiglio molto.
Lo avete letto? Conoscevate Silvia Montemurro? Questa storia vi attira? Suonate qualche strumento musicale?

Aurora Burning (di Kaufman e Kristoff): Recensione

 Aurora Burning è il secondo libro della trilogia sci-fi scritta da  Amie Kaufman e Jay Kristoff. Pronti per la recensione?

cover libro Aurora Burning Amie+Kaufman

Subito dopo aver preso in mano  il romanzo mi sono resa conto di una cosa:

non mi ricordavo quasi nulla di quello che era successo in Aurora Rising, un bel problema che però  si è risolto senza troppa fatica visto che prima dell’inizio della storia ci sono delle pagine di recap, molto chiare e precise con tutte le informazioni che serve sapere.

Senza fare spoiler, in  Aurora Burning i nostri eroi sono in guai molto seri, tutte le razze che vivono nella galassia stanno rischiando di non sopravvivere e loro le devono salvare, nel frattempo sono diventati anche dei ricercati e devono fuggire da almeno tre diversi nemici che gli danno la caccia e non dimenticatevi di Auri e del suo potere

Il romanzo si conferma essere il classico libro sci-fi per ragazzi: astronavi, viaggi tra pianeti, tante razze aliene, combattimenti e sparatorie, molto scorrevole e con tanta azione. Per questo la storia non risulta molto originale anche se ci vengono fatti scoprire degli indizi  interessanti, che però verranno sviluppati nel seguito.

Aurora Burning  è raccontato dai punti di vista dei vari membri dell’equipaggio, le cui voci sono abbastanza differenti e riconoscibili, sicuramente alcune sono più stimolanti, simpatiche e  uniche delle altre, è facile affezionarcisi.

Come quasi sempre quando ci sono più punti di vista ogni tanto la storia passa da un personaggio all’altro nel momento meno opportuno, escludendo questo la lettura è piacevole e avvincente, anche se non riesce ad essere memorabile.

Aurora Burningsu amazon

Altre cose che non mi hanno entusiasmato sono state:

  • l’utilizzo di parole inventate (quando nella realtà esistono già parole per descrivere quella cosa) solo per dare un tono futuristico al libro (colpa tua, vero,  Kristoff?).
  • il finale troncatissimo che finisce nel punto cruciale della battaglia.

Concludendo, è stata una lettura carina e molto scorrevole e travolgente, che però a lettura conclusa non lascia molto. Sicuramente lo consiglio se vi piacciono le storie con molta azione e un ambientazione spaziale.
cover libro Aurora Burning Amie+Kaufman
 

 

Aurora Rising. Aurora cycle (Vol. 1)

 

Lo avete letto? Che ne pensate? Il vostro personaggio preferito della squadra?
Di questa coppia avete letto Illuminae? Me lo consigliate?

Il rintocco: Recensione

Ho finito di leggere: Il rintocco,  il terzo libro della trilogia della Falce, serie distopica, scritta da Neal Shusterman.

 

cover libro Il rintocco di Neal Shusterman

Breve recap dei libri precedenti: SPOILER

I romanzi sono ambientati in un mondo perfetto guidato da una IA: il Thunderhead, e nel quale la morte non esiste più, tranne nel caso in cui una Falce, per evitare il sovrappopolamento, decide di “spigolare” una persona.

Nel primo libro assisteremo all’addestramento di  Citra e Rowan per diventare Falci, con conseguenze alla Hunger Games, nel secondo dopo molti altri eventi avremo un posto in prima fila sullo stermino di masse delle Grandi Falci (Citra e Rowan riescono a salvarsi) e sulle circostanze che hanno portato tutta la popolazione terrestre (tranne una persona) a entrare a far parte dei “Loschi” e quindi a non poter più comunicare con il Thunderhead.

Trovate le recensioni  qui:

https://www.libriepopcorn.it/2020/06/recensione-falce-di-neal-shusterman.html 

 

https://www.libriepopcorn.it/2020/11/thunderhead-recensione.html

Dopo il finale sconvolgente del secondo libro, questo  inizia un po’ lentamente, perché vanno riprese le moltissime sottotrame che erano rimaste aperte dai capitoli precedenti e ci sono molti stacchi temporali, così come molti protagonisti (sia delle vecchie conoscenze sia  delle new entry), ma poi succede di tutto e la storia diventa molto avvincente.

Durante la lettura vedremmo il grande piano del  Thunderhead prendere forma passo dopo passo, ogni evento, frase e personaggio che incontreremo sarà fondamentale per realizzarlo. Fino alla fine non si capirà come tutti i pezzi della storia si incastreranno, ma poi succede ed è molto bello.

A rendere la storia scorrevole e ammaliante  ci saranno alcuni colpi di scena, inaspettati e molto interessanti.

In generale, l’autore, ha fatto molte scelte non ovvie, e questo l’ho apprezzato moltissimo.

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Come nei precedenti volumi , anche questo fa riflettere sulla società e su come le persone affrontano certe situazioni, nonostante l’ambientazione lontana dalla nostra realtà, alcuni dei temi trattati sono molto attuali ed è stato interessante ragionarci sù.

La storia d’amore, che è stata uno dei punti critici degli altri libri, qui ha (fortunatamente) una parte decisamente ridotta.

Citra e Rowan rimangono sempre protagonisti con poco spessore, mentre ho trovato più affascinanti alcuni dei personaggi “secondari”.

Il finale non è scontato, nelle conclusioni delle saghe è facile cadere nell’happy ending forzato e banale,  ma qui non succede, i vari personaggi avranno una conclusione della loro storia degna e non melensa.

Sono stata molto felice di aver letto questa trilogia.

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Ho sentito molte critiche su questo ultimo volume, in cui io per la maggior parte non mi sono ritrovata, a voi è piaciuto? 

Later di Stephen King: Recensione

Later di Stephen King Il  nuovo libro di Stephen King: Later è uscito in italiano. Questa è la mia recensione.

Later racchiude in se tutte le tematiche care a King: un bambino che entra in contatto con il Male e deve sconfiggerlo, una sottotrama mistery e un po’ di soprannaturale.

Jamie Conklin, il protagonista, ha un potere unico che per il suo bene deve tenere nascosto. Un giorno però dovrà usarlo per poter salvare delle vite, e la sua vita relativamente normale cambia totalmente, perché nonostante la bontà del gesto qualcosa di Malvagio lo inizia a seguire.

La storia è raccontata dal suo punto di vista e questo renderà tutto più suggestivo e  il lettore sentirà subito una grande empatia con lui.

Il libro è scorrevolissimo, coinvolgente ed ipnotizzante, si potrebbe leggere anche tutto in una volta, emozionare e angosciante, una Ghost Story, nella quale a mettere paura è la realtà e le cose terribili che gli esseri umani fanno.

Un personaggio molto interessante, inizialmente inaspettato, è stato quello di Liz, una poliziotta che scopre il potere di Jamie, ha dato una grande svolta alla storia, non vi dico altro per non fare spoiler, ma tenetela d’occhio.

Anche il finale, che spesso è il punto debole dei romanzi dello scrittore, è ben realizzato, con una rivelazione inaspettata e mette voglia di un seguito.

Molto apprezzato anche il riferimento ad IT, che farà felici i fan dello scrittore. Avete capito qual è?

In conclusione, Later non è il più bel libro di King che io abbia letto ma è comunque un ottimo romanzo, magnetico ed emozionate.

Molto probabilmente, presto lo vedremo trasformato in un film o una mini serie, e non sarebbe per niente male come idea. Vi piacerebbe?

Come vi è sembrato? Quale titolo di King vorreste leggere?

 

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